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Museo Gipsoteca Butti
Da vedere
Il centro storico originale è costituito da una aggregazione
di cortili, grandi e piccoli, che in origine erano laboratori dove si
tagliava e scolpiva la pietra. Ogni portale e loggiato reca ancora oggi
i fregi decorativi che gli antichi proprietari allestivano per impreziosire
la loro abitazione.
Chiesa di S. Stefano
Parrocchia di Viggiù, con splendido portale e campanile di Martino
Longhi il vecchio. La chiesa esisteva già nel 1413 quando limperatore
Sigismondo IV di Lussemburgo emanò qui il famoso decreto che
convocava il Concilio di Costanza. Laspetto attuale risale al
XVI secolo, Linterno è decorato da sette altari in stile
barocco. Tra le tele presenti ricordiamo la seicentesca Assunzione
in cielo di Maria, LAnnunciazione a Maria Vergine
e il Martirio di S. Stefano. Le vetrate sono opera del pittore
Aligi Sassu. La piazza e di rara bellezza per lapertura sulla
sottostante Valceresio.
Chiesa della Madonna del Rosario
Con il campanile ornato dalla statua della Madonna contiene staute di
Gaetano Monti di Ravenna che ornano laltare neoclassico ed una
tela del pittore viggiutese Carlo Maria Giudici
Chiesa di S. Maria Nascente detto della Madonnina.
Edificio settecentesco dalla semplice ed elegante facciata, fiancheggiata
dallo svettante campanile. Contiene opere degli scultori Stefano e Guido
Butti e Antonio Galli. Vi è anche un altare dedicata a S. Lucia
patrona dei Picasass.
Chiesa della Madonna della Croce
Si hanno notizie di essa sul finire del XV secolo. Lelegante facciata
in stile bramantesco è ornata da medaglioni in terracotta di
Luigi Buzzi Leoni. Vi sono sculture di Antonio Galli, Stefano e Guido
Butti, Giovanni Piazzae Nando Conti. Bellissimo laffresco al centro
dellaltare attribuito alla Scuola del Bergognone.
Chiesa di S. Martino
È la prima chiesa di Viggiù, costruita probabilmente sui
resti di un tempio romano. Posta su una piccola altura situata a meridione
dellabitato, vi si accede mediante una stradina che si distacca
dalla strada comunale Viggiù-Baraggia, il cui accesso è
segnato da un arco che reca liscrizione Haec Porta Domini.
Il fatto che già anticamente fosse un area di culto è
testimoniato dalla scoperta di un sarcofago i cui resti sono visibili
allesterno delledificio e da moneta di epoca tardo romana.
La dedicazione a S. Martino attesta origini cristiane molto antiche.
Fu la prima parrocchiale di Viggiù e cappella privata della famiglia
Longhi. Labside venne riedificata nel XVI secolo da Martino Longhi.
È decorata da una bella pala daltare raffigurante la deposizione.
Chiesa di S.Elia
È posta sulla sommita del monte omonimo (665 mt) a nord-ovest
dellabitato, raggiungibile in circa mezzora di cammino. Da qui
è possibile godere di un ampio panorama della Valceresio. Ledificio
fu sede per un breve periodo di un cenobio, monastero, cluniacense
verso la fine del XI secolo. La chiesa attuale risale al XVI secolo.
Nel 1504 questa chiesetta divenne centro di grande devozione come miracolosa
protezione da una incursione di lupi nel vicino contado. Allinterno
è possibile ammirare affreschi di Francesco Giorgioli di Meride
(XVII secolo). Nelle vicinanze, nel bosco,si trova la Torre del
Fante, di proprietà privata, rifacimento di una antica
torre di guardia
Chiesetta di S. Siro
Sita nella frazione di Baraggia, in mezzo ad un grande prato, addossata
ad un complesso agricolo. Antica chiesa romanica con convento, forse
dipendente da quello di S. Elia, essa è composta da unantica
navata rettangolare a semicupola rivolta a oriente. Ledificio
conserva preziosi affreschi del Quattrocento. Lautore è
anonimo e sono di scuola locale. Ha subito le modificazioni culturali
del tempo, ma ha mantenuto i suoi caratteri originari. La torre campanaria
è di belle proporzioni e sorge allinterno del perimetro
delledificio.
Chiesa di S. Giuseppe
Parrocchiale di Baraggia, è di recente costruzione (1927). Vi
si festeggia S. Antonio Abate con una grande sagra paesana.
Museo e Gipsoteca Enrico Butti.
La villa che fu dello scultore ospita oggi la biblioteca comunale e
il museo dove sono conservate i gessi delle maggiori opere dello scultore,
protagonista della scultura italiana a cavallo fra 800 e 900.
Nato a Viggiù nel 1847, si forma allAccademia di Brera,
seguendo inizialmente tematiche sentimentali e descrittive. Con lopera
Il minatore Butti abbraccia il realismo populista per poi
avvicinarsi al pittoricismo scultoreo. Nel 1893 divenne professore di
scultura allAccademia di Brera. Lì matura i migliori esempi
della sua arte, fra i quali il monumento ad Alberto da Giussano e Giuseppe
Verdi. Muore nel 1923 avendo realizzato una serie di monumenti dedicati
alla memoria dei caduti della Grande Guerra.
Inoltre sono presenti bozzetti e gessi di Nando Conti che svolse la
sua attività nella prima metà del novecento e che rappresenta
il momento maggiormente innovativo della scultura viggiutese. Il museo
propone durante lanno mostre sempre nuove e di grande prestigio
con percorsi artistici di avanguardia.
Larea comprende anche i Giardini Pubblici, facenti parte della
donazione Butti.
Museo dei Picasass
Ledificio accanto alla Gipsoteca raccoglie molto materiale sulla
lavorazione della pietra, anche con la ricostruzione di una bottega
di scultura. Qui è ospitata la collezione dei gessi dello scultore
Giacomo Buzzi Reschini, celebre per la sua tematica romantica e per
lo stile profondamente veristico.
Villa Borromeo
È una villa con parco ora aperto al pubblico dopo lacquisizione
da parte del Comune. È una bella costruzione di fine Ottocento,
di ispirazione classica, con pianta a sale intercomunicanti. I soffitti
sono affrescati. Interessante lOrangerie e la scuderia per le
sue decorazioni e la forma poco usuale. La Villa è visitabile
ed in essa sono di sovente allestite mostre o momenti di incontro culturale.
Cascina Vidisello e Vecchio Cimitero
Linteressante edificio si trova su un piccolo rilievo caratterizzato
dalla presenza di terrazzamenti per favorirne la coltivazione. Nel medioevo
qui vi era una torre merlata.
Il Vecchio Cimitero presenta un gusto romantico ed interessante,
sia per le cappelle familiari ornate di statue, sia per le numerose
tombe recanti bassorilievi di pregevole fattura.
Scuola di disegno della SOMS
È la più importante del Varesotto e custodisce bozzetti
e disegni di tutti gli allievi ed un archivio di nomi di grande importanza
artistica.
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