SALTRIO

SALTRIO

ASSOCIAZIONI CULTURALI

ASSOCIAZIONI SPORTIVE

abitanti:

2'925 (31/12/04)

superficie:

-

altezza

530m s.l.m.

C.A.P. :

21050
 

Il nome

Il nome Saltrio viene fatto derivare dal latino "Saltus" avente significato di "bosco", definendolo quindi come paese tra i boschi.

 

 

Svaghi ed escursioni
Con partenza da Saltrio si possono fare delle gite molto belle sulle vicine montagne, alcune a breve percorso, altre a lungo (6-7 ore).
Monte Orsa: raggiungibile al massimo in due ore seguendo una strada molto comoda, oppure in un’ora attraverso sentieri nei boschi. Dalla cima si possono vedere: verso nord le Alpi, la Svizzera e il Lago di Lugano. Verso sud, nelle giornate ventose, la vista si estende nella pianura, fino a scorgere gli Appenini Liguri. A ovest troviamo il massiccio del M.te Rosa. Nella montagna, durante la prima guerra mondiale, sono state ricavate lunghe trincee che risalgono il versante di Saltrio fino al Pravello. Al contrario delle trincee di Viggiù, che sono scoperte, quelle saltriesi sono immerse nel verde. Per ritrovarle informarsi sul luogo, dove molte associazioni e appassionati si stanno occupando del recupero di questo sito di “archeologia militare”.

Monte Pravello.

Facilmente raggiungibile dalla località Malpensata, il sentiero (segnato n. 12) è situato quasi al di sopra delle vecchie cave e, scendendo, a partire dalla cima si corre parallelamente alla rete di confine (attualmente dismessa) con la Svizzera. Sulla cima vi è una garritta abbandonata della Guardia di Finanza. Un altro sentiero si stacca a metà salita, proprio sul confine, al Pre Sacco per ridiscendere ad Arzo. Per gli amanti delle lunghe camminate è possibile, attraverso facili percorsi, scendere lungo il versante nord della montagna fino ad arrivare a Porto Ceresio oppure a Besano


Colle S.Elia a Viggiù

Raggiungibile in un’ora circa di cammino risalendo attraverso sentieri immersi nel verde (sentiero n. 10, poi n. 9 e poi scendere lungo la strada asfaltata sino alla segnalazione. Sulla cima si trova un bar ristorante ed una attrezzatura per il tiro al piattello.
Cave vecchie
Situate poco al di sotto del monte Pravello (sentiero n.11), sono ormai in disuso da molti anni e solo due sono rimaste nello stato in cui furono abbandonate quando ne cessò lo sfruttamento. Recentemente vi è stato ritrovato il fossile del Saltriosauro. Attualmente è rimasto attivo il laboratorio dei fratelli Danzi e il frantoio di pietrisco per asfalto situato nella zona delle vecchie cave.
1. Sentiero Saltrio Centro – Chiesa di S. Giorgio – Valle Torrente Poaggia – Viggiù. Piacevole e tranquillo percorso nel verde.
2. Malpensata – Val del Bur. I sentieri segnati 10 e 9 attraverso la montagna si connettono alla strada asfaltata che da Viggiù conduce al M.te Orsa

 

 

 

 

 


Da vedere
Il nucleo antico è dominato dalle pendici del Monte Orsa e del Poncione d’Arzo (o Pravello). Su queste pendici è possibile osservare la presenza di numerose cave di una pietra pregiata, la famosa “Pietra di Saltrio”, un calcare di colore grigio-cenere e di grana molta compatta. Già usata in epoca romana, ebbe il suo grande momento nel medioevo quando anche a Saltrio si formò la scuola di scultori e scalpellini detti “Maestri Campionesi”, i cui membri prestarono la loro opera in ogni angolo del mondo conosciuto.
Questo materiale di costruzione fu comunque usato per le abitazioni locali, fra cui si segnalano Palazzo Buzzi-Marinoni con un bel porticato e due preziose scale esterne, oltre che a molti loggiati e porticati. Oggi le cave sono tutte chiuse, tranne una, dove le rocce vengono trasformate in pietrisco. Nell’abitato di Saltrio non si ritrovano affreschi, ma è facile incontrare la presenza di piccoli altari con rappresentazioni sacre. Segnaliamo a questo riguardo una scultura, raffigurante il Cristo nell’abbraccio del Padre, collocata sopra l’altare in una piccola cappella posta in Via delle Cave.


Chiesa di S. Giorgio

È collocata su una piccola altura posta a nord del nucleo abitato. L’edificio, di forma e volute ben articolati, presenta le murature originarie in pietra locale, mentre appaiono evidenti i successivi interventi di restauro. La struttura settecentesca ha infatti subito modifiche. Il timpano della facciata rivela l’origine ottocentesca e sul campanile è segnata la data del 1848. Il risalto di questa Chiesa è dato, più che dalle sue caratteristiche architettoniche, alla sua collocazione con l’ambiente circostante, cui si lega con rara armonia. Al di sotto della Chiesa, nel ventre della collinetta, si trovano delle camere che forse ospitavano armi automatiche ed un salone centrale che doveva fungere da magazzino. Vi si accede seguendo le tracce di una trincea che si diparte a lato della Chiesa. Era questo l’estremo punto difensivo della Linea Cadorna http://www.proloco.net/itin-cadorna.html nel Varesotto prima delle fortificazioni del comasco che iniziavano sopra Cernobbio.

 

Curiosità
Fra i saltriesi illustri possiamo senz’altro ricordare Carlo Gerolamo Marchesi (1760-1830) e il figlio Pompeo (1783-1858). Carlo Gerolamo divenne a soli 26 anni scultore della Fabbrica del Duomo di Milano vincendo la gara d’abilità in una sola prova. Oggi il Duomo ospita circa 40 sue scultore, distribuite fra l’interno e le guglie. Prendendo esempio dal padre, Pompeo studiò all’accademia di Brera, dove ottenne la cattedra di scultura nel 1826 per mantenerla per 26 anni. A Milano, dove su soprannominato “el Dio dei Piccaprei” (il Dio dei Picassassi) fu circondato da una stima tale che ci si interessava ai suoi lavori ancora prima che fossero finite. Al paese natale dono la suo opera “La Pietà”, attualmente conservata presso S. Giorgio. Diede notevole impulso al sorgere della Galleria d’Arte Moderna di Milano, dove, in una sala riservata, sono esposte 95 delle sue opere, sparse anche in tutto il mondo.

Carlo Gerolamo: nato a Saltrio, divenne a soli 26 anni scultore della Fabbrica del Duomo di Milano, vincendo la gara di abilità con una sola prova. Per il Duomo scolpì circa 40 statue, ora in parte situate sulle guglie ed in parte all'interno. Presso il museo del Duomo sono conservate alcune sue terracotte. Morto a Saltrio, è ricordato con un busto marmoreo nella cappella fuori la chiesetta di San Giorgio.

Pompeo Marchesi (1783 - 1858): figlio di Carlo Gerolamo (e ultimo di 15 fratelli), venne avviato alla scultura dell'esempio del padre, con ottimi risultati. Studiò presso l'accademia di Brera. Nel 1826 fu chiamato, per precedente interessamento del Canova, alla cattedra di scultura di Brera, che tenne per 26 anni. Presso la scuola da lui guidata si formarono molti noti artisti tra i quali i viggiutesi Giosuè Argenti, Guido Butti, Luigi Buzzi. Al paese natale donò la sua opera "La Pietà", conservata nella Chiesa Parrocchiale. Diede notevole contributo al sorgere della Galleria di Arte Moderna di Mialno, dove sono conservate, in una saletta riservata, ben 95 delle sue opere. Per una citazione più completa delle sue opere consigliamo di leggere il libro: "Saltrio - cronache 1517-1953" di Don Mario Savadè.


http://www.valceresio.org/saltrio.htm
http://www.comune.saltrio.va.it/
http://www.rete55.it/public/htdocs.nsf/html/saltrio/$FILE/index.html
http://www.enchantedlearning.com/subjects/dinosaurs/glossary/indexs.shtml

 

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