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Il nome
Il nome Saltrio viene fatto
derivare dal latino "Saltus" avente significato di "bosco",
definendolo quindi come paese tra i boschi.
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Svaghi ed escursioni
Con partenza da Saltrio si possono fare delle gite molto belle sulle
vicine montagne, alcune a breve percorso, altre a lungo (6-7 ore).
Monte Orsa: raggiungibile al massimo in due ore seguendo una strada
molto comoda, oppure in unora attraverso sentieri nei boschi.
Dalla cima si possono vedere: verso nord le Alpi, la Svizzera e il Lago
di Lugano. Verso sud, nelle giornate ventose, la vista si estende nella
pianura, fino a scorgere gli Appenini Liguri. A ovest troviamo il massiccio
del M.te Rosa. Nella montagna, durante la prima guerra mondiale, sono
state ricavate lunghe trincee che risalgono il versante di Saltrio fino
al Pravello. Al contrario delle trincee di Viggiù, che sono scoperte,
quelle saltriesi sono immerse nel verde. Per ritrovarle informarsi sul
luogo, dove molte associazioni e appassionati si stanno occupando del
recupero di questo sito di archeologia militare.
Monte Pravello.
Facilmente raggiungibile dalla località
Malpensata, il sentiero (segnato n. 12) è situato quasi al di
sopra delle vecchie cave e, scendendo, a partire dalla cima si corre
parallelamente alla rete di confine (attualmente dismessa) con la Svizzera.
Sulla cima vi è una garritta abbandonata della Guardia di Finanza.
Un altro sentiero si stacca a metà salita, proprio sul confine,
al Pre Sacco per ridiscendere ad Arzo. Per gli amanti delle lunghe camminate
è possibile, attraverso facili percorsi, scendere lungo il versante
nord della montagna fino ad arrivare a Porto Ceresio oppure a Besano
Colle S.Elia a Viggiù
Raggiungibile in unora circa di cammino risalendo attraverso sentieri
immersi nel verde (sentiero n. 10, poi n. 9 e poi scendere lungo la
strada asfaltata sino alla segnalazione. Sulla cima si trova un bar
ristorante ed una attrezzatura per il tiro al piattello.
Cave vecchie
Situate poco al di sotto del monte Pravello (sentiero n.11), sono ormai
in disuso da molti anni e solo due sono rimaste nello stato in cui furono
abbandonate quando ne cessò lo sfruttamento. Recentemente vi
è stato ritrovato il fossile del Saltriosauro. Attualmente è
rimasto attivo il laboratorio dei fratelli Danzi e il frantoio di pietrisco
per asfalto situato nella zona delle vecchie cave.
1. Sentiero Saltrio Centro Chiesa di S. Giorgio
Valle Torrente Poaggia Viggiù. Piacevole e tranquillo
percorso nel verde.
2. Malpensata Val del Bur. I sentieri segnati 10 e 9 attraverso
la montagna si connettono alla strada asfaltata che da Viggiù
conduce al M.te Orsa
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Da vedere
Il nucleo antico è dominato dalle pendici del Monte Orsa e del
Poncione dArzo (o Pravello). Su queste pendici è possibile
osservare la presenza di numerose cave di una pietra pregiata, la famosa
Pietra di Saltrio, un calcare di colore grigio-cenere e
di grana molta compatta. Già usata in epoca romana, ebbe il suo
grande momento nel medioevo quando anche a Saltrio si formò la
scuola di scultori e scalpellini detti Maestri Campionesi,
i cui membri prestarono la loro opera in ogni angolo del mondo conosciuto.
Questo materiale di costruzione fu comunque usato per le abitazioni
locali, fra cui si segnalano Palazzo Buzzi-Marinoni con un bel porticato
e due preziose scale esterne, oltre che a molti loggiati e porticati.
Oggi le cave sono tutte chiuse, tranne una, dove le rocce vengono trasformate
in pietrisco. Nellabitato di Saltrio non si ritrovano affreschi,
ma è facile incontrare la presenza di piccoli altari con rappresentazioni
sacre. Segnaliamo a questo riguardo una scultura, raffigurante il Cristo
nellabbraccio del Padre, collocata sopra laltare in una
piccola cappella posta in Via delle Cave.
Chiesa di S. Giorgio
È collocata su una piccola altura posta a nord del nucleo abitato.
Ledificio, di forma e volute ben articolati, presenta le murature
originarie in pietra locale, mentre appaiono evidenti i successivi interventi
di restauro. La struttura settecentesca ha infatti subito modifiche.
Il timpano della facciata rivela lorigine ottocentesca e sul campanile
è segnata la data del 1848. Il risalto di questa Chiesa è
dato, più che dalle sue caratteristiche architettoniche, alla
sua collocazione con lambiente circostante, cui si lega con rara
armonia. Al di sotto della Chiesa, nel ventre della collinetta, si trovano
delle camere che forse ospitavano armi automatiche ed un salone centrale
che doveva fungere da magazzino. Vi si accede seguendo le tracce di
una trincea che si diparte a lato della Chiesa. Era questo lestremo
punto difensivo della Linea Cadorna http://www.proloco.net/itin-cadorna.html
nel Varesotto prima delle fortificazioni del comasco che iniziavano
sopra Cernobbio.
Curiosità
Fra i saltriesi illustri possiamo senzaltro ricordare Carlo Gerolamo
Marchesi (1760-1830) e il figlio Pompeo (1783-1858). Carlo Gerolamo
divenne a soli 26 anni scultore della Fabbrica del Duomo di Milano vincendo
la gara dabilità in una sola prova. Oggi il Duomo ospita
circa 40 sue scultore, distribuite fra linterno e le guglie. Prendendo
esempio dal padre, Pompeo studiò allaccademia di Brera,
dove ottenne la cattedra di scultura nel 1826 per mantenerla per 26
anni. A Milano, dove su soprannominato el Dio dei Piccaprei
(il Dio dei Picassassi) fu circondato da una stima tale che ci si interessava
ai suoi lavori ancora prima che fossero finite. Al paese natale dono
la suo opera La Pietà, attualmente conservata presso
S. Giorgio. Diede notevole impulso al sorgere della Galleria dArte
Moderna di Milano, dove, in una sala riservata, sono esposte 95 delle
sue opere, sparse anche in tutto il mondo.
Carlo Gerolamo:
nato a Saltrio, divenne a soli 26 anni scultore della Fabbrica del Duomo
di Milano, vincendo la gara di abilità con una sola prova. Per
il Duomo scolpì circa 40 statue, ora in parte situate sulle guglie
ed in parte all'interno. Presso il museo del Duomo sono conservate alcune
sue terracotte. Morto a Saltrio, è ricordato con un busto marmoreo
nella cappella fuori la chiesetta di San Giorgio.
Pompeo Marchesi
(1783 - 1858):
figlio di Carlo Gerolamo (e ultimo di 15 fratelli), venne avviato alla
scultura dell'esempio del padre, con ottimi risultati. Studiò
presso l'accademia di Brera. Nel 1826 fu chiamato, per precedente interessamento
del Canova, alla cattedra di scultura di Brera, che tenne per 26 anni.
Presso la scuola da lui guidata si formarono molti noti artisti tra
i quali i viggiutesi Giosuè Argenti, Guido Butti, Luigi Buzzi.
Al paese natale donò la sua opera "La Pietà",
conservata nella Chiesa Parrocchiale. Diede notevole contributo al sorgere
della Galleria di Arte Moderna di Mialno, dove sono conservate, in una
saletta riservata, ben 95 delle sue opere. Per una citazione più
completa delle sue opere consigliamo di leggere il libro: "Saltrio
- cronache 1517-1953" di Don Mario Savadè.
http://www.valceresio.org/saltrio.htm
http://www.comune.saltrio.va.it/
http://www.rete55.it/public/htdocs.nsf/html/saltrio/$FILE/index.html
http://www.enchantedlearning.com/subjects/dinosaurs/glossary/indexs.shtml
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