INDUNO OLONA

INDUNO OLONA

abitanti:

superficie:

altezza:

C.A.P. :

 

9'993 (31/12/04)

-

397m s.l.m.

21056

MANIFESTAZIONI

ASSOCIAZIONI CULTURALI

ASSOCIAZIONI SPORTIVE

 

Il nome
Insediamento di origine celtica come possiamo dedurre dell’etimologia del nome, derivante dal “dunum”, fortificazione, solitamente posta su un luogo rialzato. Resti di una fortificazione Gallo-Romana furono rinvenuti nei pressi di Frascarolo nel XIX secolo.

Villa Castiglioni

 

Curiosità

Si tramanda la leggenda, che racconta di un fatto carico di mistero, secondo la quale San Carlo Borromeo ebbe i natali ad Induno, nel castello di Frascarolo. Tradizione orale vuole che Margherita Medici, consorte del conte Gilberto II Borromeo di Arona, in quei giorni ospite di Frascarolo, diede alla luce, il 18 ottobre 1538, il figlio Carlo nella dimora indunese dei Medicii, ma poiché per le leggi successione spagnole i diritti feudali potevano essere trasmessi solo se la nascita dei titolari fosse avvenuta nei confini del feudo, puerpera e neonato furono portati nottetempo ed in gran segreto, con una carrozza a cavalli, da Induno ad Arona, dove i Borromeo risiedevano nella famosa Rocca, poi andata distrutta.

Nel cimitero vi è la tomba dell’aviatore Arturo Ferrarin (1895-1941) che nel 1922 compì la trasvolata a Roma-Tokio e nel 1928 conquistò i primati mondiali di durata di volo in circuito chiuso e di distanza in linea retta, volando dall’Italia al Brasile.

La cascina "brughiera di sotto" è la casa natale dell’architetto Carlo Maciachini (1818-1899), eclettico autore a Milano di diversi edifici del cimitero monumentale, della facciata di Santa Maria del Carmine e del restauro di San Marco.

Alla cascina "Frascarolo" nacque Luigi Ganna (1883-1957), corridore ciclista, vincitore del primo Giro d’Italia (1909). Lasciato lo sport attivo, si dedicò con successo all’industria ciclistica.

Svaghi ed escursioni
Sono possibili gite in montagna partendo da Frascarolo per arrivare al “Passo del Vescovo” sopra Arcisate, attraverso la “Strada Piana”, passando di fronte ad un rudere che la tradizione vuole fosse servita a Garibaldi come luogo di vedetta.
Da Frascarolo al “Montallegro” salendo la scorciatoia che costeggia pittoreschi laghetti e da qui fino alla vetta del Monte Monarco (855 mt) da cui si può godere di uno stupendo panorama. Qui l’escursionista può continuare lungo il “Sentiero Alto della Valceresio” che tocca il monte Rho, il Minisfreddo e il Poncione di Ganna, itinerario della “3V”, Via Verde Varesina http://www.valceresio.org/3v.htm, che si conclude a Porto Ceresio.
Un poì più impegnativa, ma di sicuro fascino, è il tragitto che si può compiere, partendo dalle “Grotte di Valganna”, in Valfredda, un luogo pittoresco ed incontaminato, che mai ci si aspetterebbe di trovare.
Salendo lungo la Statale della Valganna, dopo la galleria, questa si apre subito sulla sinistra parallela alla strada. Dapprima si presenta una profonda gola, sul cui fondo scorre un torrente che alimenta l’Olona. Passato il tratto a forma di canyon si possono ammirare alcune cavità naturali, fra cui la “Grotta dell’Alabastro”, un’ampia galleria visitabile nel primo tratto.
Un certo fascino esercita il misterioso “Antro delle Gallerie”, un complesso labirinto di gallerie, probabilmente una miniera, che si presume scavato già ai tempi della conquista romana ed ampliato nel Medioevo.
Gli appassionati della fotografia possono qui trovare spunti per loro riprese e tra questi una spettacolare cascata.
Una deliziosa e facile passeggiata porta, attraversando una pineta, dal Santuario della Madonna del S. Bernardino alla chiesa di S. Pietro e da qui alla cascina “Ca’ del bosco”, per poi tornare in via Ferrarin.

 

 

Agenda
“Giornata scambio” di minerali e fossili in marzo;
“Festa delle Rose” in giugno;
Sagra della Madonna del S. Bernardino la prima domenica di settembre, secondo una tradizione di quasi 400 anni e Palio dei Rioni nel corso della settimana successiva.

 

 


 

 

 

 

Da vedere



Castello di Frascarolo
Privato, di proprietà della famiglia Medici di Marignano dal 1543, accessibile solo su specifico permesso. Domina gli imbocchi verso la Valganna e la Valceresio ed raggiungibile dal paese attraverso una comoda carreggiabile. Nel medioevo fu baluardo della Pieve di Arcisate, infatti nel 1160 si svolse il primo fatto d’armi che si ricordi a Frascarolo. L’arcivescovo di Milano, Oberto da Pirovano, con cento militi oppose qui valida resistenza ai guerrieri comaschi ed ai fuoriusciti milanese del Seprio, loro alleati che venivano all’assalto di Varese. A quei tempi il castello era solo un rustico fortilizio del periodo alto-mediovale., di probabile origine longobarda. Nel 1300 passò alla Badia di Ganna. Nel 1511 il castello fu saccheggiato dagli Svizzeri Unterwalden provenienti da Mendrisio. In seguito venne ricostruito e “ingentilito” nel corso dei secoli successivi., soprattutto dopo la cessione del complesso ai Medici da parte del nobile svizzero Francesco de Theis. Ad iniziare il ritocco fu Giovan Battista e proseguiti da Gian Angelo, che poi divenne papa con il nome di Pio IV, e da Gian Giacomo, famoso condottiero, noto come il “Meneghino”. All’abbellimento del castello parteciparono molti artisti, fra i quali i fratelli Campi di Cremona e numerosi decoratori che si ispiravano alla loro opera. Qui visse Margherita de Medici, sorella di Pio IV e del “Meneghino” e madre di S. Carlo Borromeo, che secondo una tradizione locale, nacque in una delle sale del castello e qui forse maturò la sua vocazione.

Castello di Frascarolo


Chiesa di S. Giovanni Battista

Risale al XVI secolo ed è la parrocchiale di Induno. Da notare, nell’altare di destra, la presenza di quindici tondi ad olio su rame, raffiguranti i Misteri del Rosario, abbastanza simili a quelli conservati in S. Vittore a Varese, che si accostano pure ai disegni preparatori realizzati dal Morazzone, che si trovano oggi agli Uffizi di Firenze.
Sempre qui è possibile ammirare un’Annunciazione ed una Adorazione dei pastori di pregevole fattura, realizzate ad olio su tela da autore ignoto intorno al XVII secolo.
Sono attualmente in restauro gli affreschi dell’abside, area presbiterale e navata, realizzata nel 1895 da Ambrogio Comolli e delle decorazioni neobarocche di Carlo Cassani.
Nel 1973 è stata edificata un’altra chiesa, dedicata a S. Paolo, che è divenuta la seconda parrocchiale di Induno.


Santuario della Madonna di S. Bernardino

Posto su un colle alle spalle del nucleo antico del paese; sul piazzale antistante vi è una moderna “Via Crucis”


Chiesa dei Santi Re Magi

In frazione Olona, contiene le reliquie attribuite ai Santi Re Magi, provenienti dalla chiesa milanese di S. Eustorgio.


Chiesa di S. Pietro in Silvis

Risale al XI secolo, sorge in collina nell’omonimo rione, lungo la prima strada di collegamento fra i borghi della Valceresio. Fu parrocchiale degli indunesi fino al 1574, che qui venivano a deporre le spoglie dei loro morti. Di semplici forme, è impreziosita dai capitelli rinascimentali del portale e da una campaniletto in insolita posizione. Contiene una ricchissima serie di affreschi eseguiti fra il XIII e il XVI secolo, che rappresentano un’antologia dell’arte figurativa provinciale nel Medioevo. L’architettura quattrocentesca incorpora le pareti occidentali e meridionali della chiesa romanica ed i resti della preesistente cappella, che è ormai certo sorgesse qui prima che i Longobardi invadessero queste terre, rappresentando un’importante testimonianza per la storia delle principali vie di comunicazione del Contado del Seprio.

Chiesa di S. Pietro in Silvis


Chiesa di S. Caterina

È posta al culmine di una pittoresca scalinata poco distante dal “centro storico” del paese.


Torre “Pezza”

Posti in un sito strategico, all’uscita della valle, sono i ruderi di una torre posta in località Pezza, verso Arcisate, alle pendici del Monarco. Dai reperti archeologici ritrovati nei dintorni, è ipotizzabile un’origine romana. Si trattava probabilmente di una delle tanti fortificazioni poste a guardia della valle.


Birreria Poretti, ora Carlsberg.

In località Olona, è una delle migliori testimonianze di architettura industriale di alto livello artistico. Costruita nel 1901 su progetto degli architetti Bihl e Wolz, i suoi stucchi, mascheroni, trofei floreali ne fanno un capolavoro dello stile Liberty.


Ville patrizie

Induno Olona divenne nel XIX luogo di villeggiatura di ricche famiglie. A ricordo di quei tempi, il territorio è disseminato di ville signorili notevoli per architettura, decorazioni e arredamento.


Villa Pirelli
Fra il 1504 e il 1891 fu di proprietà della famiglia Porro. Acquistata dalla “Fondazione Pietro ed Alberto Pirelli”, la villa dal 1947 al 1990 fu casa di riposo per gli anziani della nota industria milanese. Divenuta di proprietà comunale, ha ospitatati vari eventi culturali. Si accinge ora a divenire un’Accademia di Studi


Civico Museo Insubrico di Storia Naturale

Un doveroso, ma breve, accenno va a questo museo, in quanto risulta praticamente impossibile dare conto della mole di attività che svolge. Nato nel 1976 per volontà del Gruppo Naturista della Valceresio, si è ingrandito nel corso degli anni con materiale proveniente dall’area insubrica. È visitato da circa 1500 persone all’anno ed è gestito con l’aiuto di 160 volontari. Presenta diverse collezioni: mineralogica, pietrografica, paleontologica, zoologica-vertebrati, zoologica-invertebrati, erbario fanerogamico, erbario micologico, xiloteca, diateca ed una biblioteca composta da circa 500 volumi. Possiede inoltre una sezione didattica. Inoltre il Museo ha prodotta una discreta messe di pubblicazioni (circa 70). Il materiale qui conservato, è esposto solo in parte a causa della carenza di spazi adeguati.
Una volta ampliato il Museo di Induno Olona ha le potenzialità per divenire il punto di riferimento per la conoscenza della natura e del territorio in Valceresio e dell’area insubrica.