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Vista di Cuasso al monte
Frazioni
Il comune di Cuasso è suddiviso in una serie di frazioni, ognuna
delle quali merita una visita a sé per il variare della tipologia
ambientale e gli stili architettonici.
Cuasso al Piano
È costituito da nuclei abitati posti a diversa altezza. Abbiamo
Cuasso al Piano Case di Sopra, sede di mulini ed attività agricole,
posto sulla strada che conduce a Cuasso al Monte. Cuasso al Piano Case
di Sotto si trova invece raccolto lungo il bivio da cui si dirama la
strada che porta a Porto Ceresio.
Borgnana
Il nucleo è situato lungo la strada che conduce a Cuasso al Monte
e la sua struttura ha dato adito allo sviluppo di viuzze e scalinate
in porfido ed in ciottoli. Fra gli elementi significativi ricordiamo
un affresco, realizzata con grande finezza sia nel disegno che nello
studio cromatico, situtato in una piccola cappella affacciata su una
stradina: la Madonna con il Bambino e un Santo
Cavagnano
Il nucleo abitato di Cavagnano è situato su un altopiano, a sud-ovest
di Cuasso al Monte, che domina la Val Cavalizza. Si trova in una posizione
di notevole interesse ambientale e paesaggistico, con rilievi montani
con boschi misti a brughiera e ai terreni un tempo destinati adattività
agricole. Vi è pure un piccolo laghetto, importante stazione
di riproduzione del rospo comune.
Cuasso al Monte
Collocato su un pendio volto a sud-est, si nota lutilizzo di materiali
di costruzione locali (porfido e pietra), utilizzati anche per la realizzazione
di elementi aggiuntivi. Di rilevante importanza la presenza del settecentesco
Palazzo Sabajno. Per tutto il nucleo abitato sono diffusi affreschi
a carattere sacro. Tra quelli meglio conservati, ricordiamo quello in
Via Roma, raffigurante la
Da Vedere
Castello di Cuasso
Collocato su un piccolo poggio sulla strada che collega Cuasso al Piano
e Cuasso al Monte. Di origine romana, faceva parte di un complesso di
fornicazioni poste a guardia delle regioni di confine dellimpero.
Nella forma attuale fu costruita dai Longobardi giunti nel contado del
Seprio dopo il 570. I Longobardi affidarono probabilmente la costruzione
a maestranze di Sassoni che facevano parte di quel contigente misto
di popoli germanici che si erano portati appresso durante linvasione
dellItalia. Questo particolare è dimostrato dalla particolare
pianta delledificio che richiama quella di castelli edificati
dai Sassoni in Northumbria, in Inghilterra. Il riferimento in particolare
è al Warkworth Castle.
Fino a qualche anno fa il complesso era costituito da un torrione e
da una torre (Cappella) semi circolare, posta di fronte allingresso.
Alcuni ruderi posti specularmene fanno presumere la presenza di una
torre gemella. Nella Rocca troviamo monofore e bifore articolate su
quattro piani fuori terra; il tetto del torrione era costituito da una
copertura a capanna. Alla sua sommità si nota una merlatura tipo
guelfo. Una delle due torri circolari fu forse utilizzata
come cappella di S. Dionigi, segnalata nel Liber Sanctorum Mediolani
di Goffredo da Bussero (XIII sec.). Infatti al suo interno sono stati
rinvenuti numerosi frammenti di dipinti ed affreschi.
Il culto di S. Dionigi, di particolare importanza nel X secolo, resto
nella tradizione cuassese, anche per il ricordo delle sepolture fatte
nel terreno circostante. Nella tradizione locale infatti andare
a S. Dionigi, voleva dire finire al cimitero.
Dai resti della muraglia di difesa si può dedurre la sua imponenza.
Sembra infatti che circondasse parte della collina, in modo tale da
fornire rifugio agli abitanti e al loro bestiame. Ritoccato e ampliato
più volte nel corso dei secoli, il complesso già nel 1500
era un rudere. Il mistero avvolge la sua storia dalle lotte di Berengario
I contro Lodovico nel X secolo, al probabile smantellamento della fortezza
nel 1200 in seguito alle lotte interne ai Comuni
.
Oratorio di S. Maria a Campagna
È collocata in una ampia zona destinata nel 1700 alla coltivazione.
In questo senso è possibile leggere alcune delle caratteristiche
delledificio, dalla sua altezza, sicuro punto di riferimento,
alla presente del portico antistante, che offriva riparo in caso di
pioggia.
Si tratta di una struttura molto antica, sulla quale fra il 1675 e il
1691 fu costruita quella attuale. Laffresco dellaltare,
raffigurante la Madonna con il Bambino probabilmente proviene
dalla primitiva cappella. Grignaschi ipotizzò che tale cappella,
posta su una via di passaggio, sorse su i resti di una antica ara romana.
Ipotesi plausibile, se si tiene conto che i Romani localizzavano i luoghi
di culto in siti significativi e come il cristianesimo successivamente
sia venuto a sostituirsi allantico culto pagano senza distruggere
nulla, ma sovrapponendosi.
Chiesa della Beata Vergine Immacolata
Ledificio è collocato su una piccola altura, a metà
strada fra Borgnana e Cuasso al Monte. Due sentieri lo collegano alla
strada comunale Cuasso-Borgnana. Allinterno è da notare
la presenza dellimmagine della Madonna dei Pumitt
che si vuole per tradizione più antica dellattuale edificio,
risalente al XVIII secolo. Nella volumetria delledificio dominano
le linee curve con la tipica concezione spazione del Barocco.
Molino del Torchio
Scendendo lungo il corso della Roggia Molinara si giunge al Molino del
Torchio, dove una diga e il relativo canale, servivano la grande ruota
metallica e quella più piccola, il cui moto azionava una dinamo
per la produzione dellenergia elettrica. In origine la struttura
era destinata alla macina del grano ed era presente anche un torchio
dolio. Funzionante fino al febbraio del 1979, era stato adattato
alla produzione di mangimi destinati agli allevamenti di bestiame situati
nel fondovalle.
Cappella di S. Michele
Già citata da Goffredo da Bussero, è circondata dal bosco
e vi si accede dalla strada che sale a tornanti verso lospedale.
Cave di porfido quarzifero rosso
Lestrazione è affidata ad cavatori coadiuvati da artigiani
tagliatori. Vi sono alcune cave abbandonate dove è possibile
reperire minerali da collezione. Allinterno dei frammenti di porfido
con un poco di fortuna si possono rinvenire Ametiste ed altre gemme.
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