CUASSO AL MONTE

 

 

CUASSO AL MONTE

abitanti:

superficie:

altezza:

C.A.P. :

 

 

3'252 (31/12/04)

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530m s.l.m.

21050

ASSOCIAZIONI CULTURALI

ASSOCIAZIONI SPORTIVE

 

Il nome
Compare per la prima volta nel 1200 come “Loco Cuwaxi” (posto del covo) intendosi forse la Rocca (Castelasc) edificata dai Longobardi su una precedente fortificazione romana per proteggere la valle dagli attacchi dei Franchi ed usata nel medioevo come ricovere per il villici durante le incursioni delle genti Retiche e dei Grigioni provenienti dalla Svizzera
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Curiosità

La miniera della Cavalizza
Si arriva partendo dal cimitero di Cavagnano, seguendo la strada sterrata che scende parallela a quella che conduce all’Alpe Tedesco. La si segue sino al ponte di pietra sul torrente, superato il quale si scende per un ripido sentierino che a sinistra costeggia una magnifica cascata. Giunti al torrente sottostante, vediamo l’entrata della galleria a mezzacosta sull’altra sponda. Chiusa all’inizio del’900 per il costo elevato di estrazione, era la più ricca di argento, galena e piombo. Risulta percorribile tranquillamente lungo la galleria d’uscita. Attorno troviamo i resti delle costruzioni che alloggiavano i laboratori, l’ufficio e il magazzino.

Svaghi ed escursioni
I boschi di Cuasso, che si inerpicano sulle montagne circostanti, offrono una grande scelta per fare escursioni.
Un itinerario è dato dalla presenza della Linea Cadorna http://www.proloco.net/itin-cadorna.html che si sviluppa dal monte Piambello al lago. I tratti più spettacolari sono situati sotto e lungo la cresta del Castello, dietro Borgnana, nei boschi in direzione Brusimpiano, e tutto il complesso della Bocchetta Stivione-Monte Derla o Derta-Bocchetta dei Frati.
Una bella passeggiata segue il “Sentiero Confinale” (segnavie bianco-rosso-5c), salendo fra i boschi e rocce di porfido al “Sasso Paradiso”. Il sentiero fa ora parte del “Sentiero Regionale del Giubileo 2000”.
Recentemente la Pro Loco, il Gruppo Alpini e la squadra antincendio di Cuasso, hanno ripulito e ripristinato il tratto di mulattiera che va dai pressi del lago (località Cantine) fino a Borgnana, denominandolo “Sentiero dei frontalieri” per l’uso che ne facevano i frontalieri per raggiungere la vicina Svizzera dalla metà dell’Ottocento fino agli anni Cinquanta. Fortificato ed integrato nella Linea Cadorna http://www.proloco.net/itin-cadorna.html oggi il sentiero permette di godere uno dei più bei panorami del territorio circostante.
Segnaliamo altri proposte di itinerario:
Cavagnano -Val Cavalizza -cascata della Cavalizza –Rovella -Poncione;
Cuasso al Monte – Bocchetta Stivione – Bocchetta dei Frati – Monte Piambello –Ospedale Imborgnana –S. Michele – Cavagnano;
Cuasso al Monte –Brusimpiccolo – Roncate – Marzio – Crotto S. Filippo – Alpe della Croce – Cuasso
Il turista nella stagione invernale può qui raccogliere funghi e castagne. Per accogliere al meglio i visitatori sono state allestiti appositi punti ritrovo attrezzati con rustici tavoli, in località Zotte S. Salvatore.

 

 

l “Deserto”
Fondato nel 1632 dai Carmelitani Scalzi, il convento vide un fiorire di opere e fede sino alla sua soppressione da parte di Napoleone nel 1798. Nel 1810 fu acquistato da Vincenzo Dandolo e divenne rifugio di patrioti e letterati. Padre Beccaro lo trasformò in “Colonia agricola” per i suoi derelitti. Attualmente ospita l’ospedale, costruito durante la Grande Guerra dalla Croce Rossa come sanatorio per il ricovero di militari affetti da patologie polmonari. Oggi è stato destinato dalla Regione Lombardia come luogo per la riabilitazione cardio-polmonare e neuro-motoria.

 

Sito ufficiale del Comune http://www.comunecuassoalmonte.it/
Sito della Polisportiva Cuassese http://www.policuasso.it/
Pagina dedicata del sito valceresio.org http://www.valceresio.org/cuasso.htm

 

 

 

 

Vista di Cuasso al monte

Frazioni
Il comune di Cuasso è suddiviso in una serie di frazioni, ognuna delle quali merita una visita a sé per il variare della tipologia ambientale e gli stili architettonici.


Cuasso al Piano
È costituito da nuclei abitati posti a diversa altezza. Abbiamo Cuasso al Piano Case di Sopra, sede di mulini ed attività agricole, posto sulla strada che conduce a Cuasso al Monte. Cuasso al Piano Case di Sotto si trova invece raccolto lungo il bivio da cui si dirama la strada che porta a Porto Ceresio.


Borgnana
Il nucleo è situato lungo la strada che conduce a Cuasso al Monte e la sua struttura ha dato adito allo sviluppo di viuzze e scalinate in porfido ed in ciottoli. Fra gli elementi significativi ricordiamo un affresco, realizzata con grande finezza sia nel disegno che nello studio cromatico, situtato in una piccola cappella affacciata su una stradina: la “Madonna con il Bambino e un Santo”


Cavagnano
Il nucleo abitato di Cavagnano è situato su un altopiano, a sud-ovest di Cuasso al Monte, che domina la Val Cavalizza. Si trova in una posizione di notevole interesse ambientale e paesaggistico, con rilievi montani con boschi misti a brughiera e ai terreni un tempo destinati ad’attività agricole. Vi è pure un piccolo laghetto, importante stazione di riproduzione del rospo comune.


Cuasso al Monte
Collocato su un pendio volto a sud-est, si nota l’utilizzo di materiali di costruzione locali (porfido e pietra), utilizzati anche per la realizzazione di elementi aggiuntivi. Di rilevante importanza la presenza del settecentesco Palazzo Sabajno. Per tutto il nucleo abitato sono diffusi affreschi a carattere sacro. Tra quelli meglio conservati, ricordiamo quello in Via Roma, raffigurante la

 


Da Vedere


Castello di Cuasso

Collocato su un piccolo poggio sulla strada che collega Cuasso al Piano e Cuasso al Monte. Di origine romana, faceva parte di un complesso di fornicazioni poste a guardia delle regioni di confine dell’impero. Nella forma attuale fu costruita dai Longobardi giunti nel contado del Seprio dopo il 570. I Longobardi affidarono probabilmente la costruzione a maestranze di Sassoni che facevano parte di quel contigente misto di popoli germanici che si erano portati appresso durante l’invasione dell’Italia. Questo particolare è dimostrato dalla particolare pianta dell’edificio che richiama quella di castelli edificati dai Sassoni in Northumbria, in Inghilterra. Il riferimento in particolare è al Warkworth Castle.
Fino a qualche anno fa il complesso era costituito da un torrione e da una torre (Cappella) semi circolare, posta di fronte all’ingresso. Alcuni ruderi posti specularmene fanno presumere la presenza di una torre gemella. Nella Rocca troviamo monofore e bifore articolate su quattro piani fuori terra; il tetto del torrione era costituito da una copertura a capanna. Alla sua sommità si nota una merlatura tipo “guelfo”. Una delle due torri circolari fu forse utilizzata come cappella di S. Dionigi, segnalata nel Liber Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero (XIII sec.). Infatti al suo interno sono stati rinvenuti numerosi frammenti di dipinti ed affreschi.
Il culto di S. Dionigi, di particolare importanza nel X secolo, resto nella tradizione cuassese, anche per il ricordo delle sepolture fatte nel terreno circostante. Nella tradizione locale infatti “andare a S. Dionigi”, voleva dire finire al cimitero.
Dai resti della muraglia di difesa si può dedurre la sua imponenza. Sembra infatti che circondasse parte della collina, in modo tale da fornire rifugio agli abitanti e al loro bestiame. Ritoccato e ampliato più volte nel corso dei secoli, il complesso già nel 1500 era un rudere. Il mistero avvolge la sua storia dalle lotte di Berengario I contro Lodovico nel X secolo, al probabile smantellamento della fortezza nel 1200 in seguito alle lotte interne ai Comuni

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Oratorio di S. Maria a Campagna

È collocata in una ampia zona destinata nel 1700 alla coltivazione. In questo senso è possibile leggere alcune delle caratteristiche dell’edificio, dalla sua altezza, sicuro punto di riferimento, alla presente del portico antistante, che offriva riparo in caso di pioggia.
Si tratta di una struttura molto antica, sulla quale fra il 1675 e il 1691 fu costruita quella attuale. L’affresco dell’altare, raffigurante la “Madonna con il Bambino” probabilmente proviene dalla primitiva cappella. Grignaschi ipotizzò che tale cappella, posta su una via di passaggio, sorse su i resti di una antica ara romana. Ipotesi plausibile, se si tiene conto che i Romani localizzavano i luoghi di culto in siti significativi e come il cristianesimo successivamente sia venuto a sostituirsi all’antico culto pagano senza distruggere nulla, ma “sovrapponendosi”.


Chiesa della Beata Vergine Immacolata

L’edificio è collocato su una piccola altura, a metà strada fra Borgnana e Cuasso al Monte. Due sentieri lo collegano alla strada comunale Cuasso-Borgnana. All’interno è da notare la presenza dell’immagine della “Madonna dei Pumitt” che si vuole per tradizione più antica dell’attuale edificio, risalente al XVIII secolo. Nella volumetria dell’edificio dominano le linee curve con la tipica concezione spazione del Barocco.


Molino del Torchio

Scendendo lungo il corso della Roggia Molinara si giunge al Molino del Torchio, dove una diga e il relativo canale, servivano la grande ruota metallica e quella più piccola, il cui moto azionava una dinamo per la produzione dell’energia elettrica. In origine la struttura era destinata alla macina del grano ed era presente anche un torchio d’olio. Funzionante fino al febbraio del 1979, era stato adattato alla produzione di mangimi destinati agli allevamenti di bestiame situati nel fondovalle.


Cappella di S. Michele

Già citata da Goffredo da Bussero, è circondata dal bosco e vi si accede dalla strada che sale a tornanti verso l’ospedale.


Cave di porfido quarzifero rosso

L’estrazione è affidata ad cavatori coadiuvati da artigiani tagliatori. Vi sono alcune cave abbandonate dove è possibile reperire minerali da collezione. All’interno dei frammenti di porfido con un poco di fortuna si possono rinvenire Ametiste ed altre gemme.

 

 

Il castello di Cuasso

 

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