BRUSIMPIANO

BRUSIMPIANO

abitanti:

superficie:

altezza:

C.A.P. :

 

1'121 (31/12/04)

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289m s.l.m.

21050

ASSOCIAZIONI CULTURALI

ASSOCIAZIONI SPORTIVE

 

Il nome
Una poco probabile etimologia fa derivare il nome dal greco “bruxino” ,stretto, da cui Bruxino al piano, nel senso di stretta penisola pianeggiante, nome forse di origini bizantina o tardo romana. Molto semplicemente il nome potrebbe derivare da una forma dialettale di “Brucia (brusa) fino al piano”, ricordo di qualche funesto incendio.

 

Svaghi ed escursioni
Ardena, da cui si dipartono splendidi sentieri, risulta tipicamente alpina. È infatti dominata dalla presenza di boschi e brughiere. Una splendida escursione è rappresentata dal sentiero a mezzacosta che da Brusimpiano prosegue per Brusimpiccolo, Cuasso al Monte e Borgagnana fino a raggiungere Porto Ceresio.

 

Agenda
Gli appuntamenti fissi dell’estate per il turista sono ormai da anni: la Festa dei Pescatori (giugno), mostre di pittura (luglio), Festa del Villeggiante (agosto), Festa dell’Uva (settembre).

 

Curiosità
Brusimpiano è al centro di un area archeologica ancora inesplorata. Nel 1900 venne alla luce una necropoli Gallo-Romana con tombe a cassetta e corredo funerario. Furono rinvenute, in località Val Luera, anche tombe più antiche di epoca celtica (V-II secolo a.C). Altri ritrovamenti furono fatti in centro paese in seguito a lavori edilizi. Questa volte si trovarono tracce della civiltà di Golasecca. Tutto ciò avvalora l’ipotesi di una origine molto remota dei nuclei di Brusimpiano e Ardena.
Nel 590 d.C il re dei Franchi Chidelberto mandò un esercito tra Lavena e Brusimpiano (a quell’epoca la regione era detta “Campi Canini”) contro i Longobardi presenti in Valceresio. Sorpresi a saccheggiare il villaggio i Franchi furono sterminati dai Longobardi. Forse a quell’epoca risale la cosiddetta “Tomba del gigante” rinvenuta in casa Foresti e contenente un enorme scheletro umano. Dai testi antichi risulta che in località Castelletto sorgeva fin dall’epoca degli Insubri una fortificazione, che più più tardi i romani utilizzarono come armeria e che nel Medioevo venne riattata a castello, preso e distrutto dai Milanesi nel 1249. Le fondamenta del castello pare siano state riutilizzate nella costruzione di bunker e trincee della Linea Cadorna. (http://www.proloco.net/itin-cadorna.html)

 

Frazioni: Ardena


È una piccola frazione posta alla cima del monte Castelletto. Il suo nome con molta probabilità deriva dal celta “Ar-Dunn”, riferendosi ad una antica fortificazione che forse era posta sulla collina ancora oggi denominata Castelletto.

 

 


Da vedere

È posto su un naturale promontorio boscoso protetto dal monte Castelletto. Sino alla metà del secolo scorso invece gli abitanti basavano la loro economia sulla pesca. Con il passare degli anni si registrò una forte emigrazione per lavoro stagionale, che oggi può considerarsi stazionaria. Per la massima parte si tratta di frontalieri che lavorano nella vicina Svizzera.
All’interno del nucleo storico è possibile osservare la presenza si un considerevole numero di affreschi a carattere sacro. La tradizione attribuisce l’origine di questi affreschi ad artisti locali in occasione di calamità ed epidemie che colpirono a più riprese questo borgo.


Villa Sormani
È situata nel centro storico di Brusimpiano. Le prime notizie sono date dal Catasto Teresiano, anche se la struttura architettonica sembra indicare un origine secentesca.
Palazzo in “strada per Brusimpiano e Ardena”
Il palazzotto è posto all’ingresso di questa piccola frazione all’incrocio della strada che conduce al santuario della Madonna Miracolosa con l’antica strada che conduceva a Brusimpiano. Sopra il portone di ingresso vi è un pregevole affresco raffigurante la Madonna con il Bambino. Nella frazione di Ardena è piacevole osservare gli edifici del nucleo antico disposti lungo la strada che attraversa l’abitato, seguendo la conformazione morfologica del terreno con piccole stradine e viottoli delimitatati da muriccioli costruiti con ciottoli e pietra a secco.


Chiesa della Madonna dell’Annunciazione
Edificata nel 1676, e ancora oggi importante punto di riferimento per i fedeli, si raggiunge seguendo il tracciato della strada che conduce ad Ardena, oppure per un ripido sentiero che segue la Via Crucis che parte dall’abitato di Brusimpiano. Il Santuario è un eccezionale punto panoramico. Si accede alla Chiesa, rialzata rispetto al piano stradale, mediante una scalinata. Caratteristica è la posizione dei piccoli campanili, staccati dal corpo della Chiesa ed annessi alla casa del canonico. Sotto il piazzale antistante è situata una caverna che fu sede di un eremita: padre Francesco Coglio (1629-1692).
La tradizione vuole che, durante il Rinascimento e la Controriforma, tutta questa zona fosse sede di eremitaggi, sparsi nelle grotte di cui è ricca questa località. Pare che i monaci si mantenessero in contatto fra loro mediante il suono di corni.
Da segnalare inoltre la chiesa parrocchiale di S. Maria Nascente e l’antica parrocchiale di S. Martino, il cui nucleo originale risale probabilmente all’epoca longobarda e successivamente ampliata nel XVI secolo.

Chiesa della Madonna dell’ Annunciazione:

La si raggiunge seguendo il tracciato della strada che conduce alla frazione di Ardena (una via alternativa è costituita da un ripido sentiero con cippi di una Via Crucis, che parte direttamente dall’abitato di Brusimpiano) in una eccezionale zona panoramica, da cui si aprono ante vedute sul lago, l’edificio si trova sul piano rialzato rispetto a livello della strada: si accede alla Chiesa mediante una scalinata. Caratteristica e la posizione del piccolo campanile, staccato dal corpo della Chiesa ed annesso alla di casa di abitazione. L’origine della Chiesa: 1677.

Sotto il piazzale antistante la Chiesa si trova una caverna che fu sede di un eremita: padre Francesco Coglio (1629 —1692).

Corre voce che tutta questa zona fosse sede di eremitaggi sparsi sui pendii dei rilievi che dominano queste località; pare che i monaci si mantenessero in contatto fra loro mediante suono di "corni".

Da segnalare inoltre la chiesetta della Madonna dei "Canicc" e l’antica

Parrocchiale di San Martino

 

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